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Ellis Island

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La 2^A

ELLIS ISLAND

 

L’isola di Ellis Island ha simboleggiato l’inizio del sogno americano per milioni di emigrati alla ricerca di una nuova vita.
Ellis Island è un isolotto alla foce del fiume Hudson nella baia di New York. Antico arsenale militare, dal 1892 al 1954, anno della sua chiusura, è stata la maggiore frontiera d’ingresso per gli Stati Uniti.img14
Il porto di Ellis Island ha accolto più di dodici milioni di aspiranti cittadini americani. Prima della sua apertura altri otto milioni transitarono per il Castle Garden Immigration Depot di Manhattan infatti lo sbarco negli Stati Uniti era pressoché libero fino al 1855. Il crescente numero di emigrati soprattutto irlandesi e tedeschi richiedeva un controllo statistico e soprattutto sanitario che andava oltre le possibilità dei pochi ispettori e delle società di assistenza.
A questo punto l’emergenza fu affrontata adibendo il vecchio forte chiamato Clinton (ribattezzato in seguito Castle Garden) a stazione di controllo.
Quando le navi a vapore entravano nel porto di New York, i passeggeri più ricchi di prima e seconda classe venivano ispezionati a loro comodo nelle loro cabine e scortati a terra da ufficiali dell’immigrazione. I passeggeri di terza classe venivano portati a Ellis Island per l’ispezione che era più dura.
Gli emigrati all’arrivo dovevano esibire documenti di viaggio con le informazioni della nave che li aveva portati a New York. A questo punto gli veniva data una Inspection Card. I medici del Servizio Immigrazione controllavano brevemente ognuno, contrassegnando sulla schiena con un gesso quelli che dovevano essere sottoposti ad un ulteriore esame per accertarne le condizioni di salute (ad esempio: PG per una donna incinta, K per un ernia e X per problemi mentali….)
Chi superava il primo esame, veniva accompagnato nella Sala dei Registri dove erano attesi da ispettori che registravano nome, luogo di nascita, stato civile, luogo di destinazione, disponibilità di denaro, professione e precedenti penali. Gli immigrati scendevano per le Scale della Separazione che segnavano il punto di divisione per molte famiglie e amici verso diverse destinazioni. I truffatori saltavano fuori da ogni dove, rubavano il bagagli degli immigrati durante i controlli e offrivano tassi di cambio da rapina per il denaro che questi erano riusciti a portare con sé. Le famiglie venivano divise, uomini da una parte, donne e bambini dall’altra.
I “marchiati” venivano portati al secondo piano, dove i dottori controllavano la presenza di malattie ripugnanti e contagiose o manifestazioni di pazzia.
“I vecchi, i deformi, i ciechi, i sordomuti e tutti coloro che soffrono di malattie contagiose, aberrazioni mentali e qualsiasi altra infermità, sono inesorabilmente esclusi dal suolo americano” rammentava il vademecum destinato ai nuovi arrivati.
Coloro che non superavano gli esami medici venivano contrassegnati, come già accennato, con una croce bianca sulla schiena e confinati sull’isola fino a diversa decisione, oppure venivano reimbarcati. I capitani delle navi avevano l’obbligo di riportare gli immigrati non accettati al loro porto di origine. Secondo le registrazioni ufficiali tuttavia solo il due per cento venne rifiutato, e molti di questi si tuffavano in mare e cercavano di raggiungere Manhattan a nuoto o si suicidavano, piuttosto che affrontare il ritorno a casa.
Veniva anche effettuato un esame legale, che controllava la nazionalità e, cosa molto importante, l’affiliazione politica. L’afflusso di immigranti era sempre altissimo e imponente era il lavoro dei funzionari che sottoponevano a ispezione e interrogatorio le persone: nel giro di alcune ore veniva deciso il destino di intere famiglie, un fatto che meritò a Ellis Island il nome di Isola delle Lacrime. La maggior parte degli immigrati veniva esaminata e quindi convogliata verso il New Jersey; una volta arrivati a destinazione gli immigrati si stabilivano in uno dei distretti etnici in rapida espansione.
Il complesso di edifici di Ellis Island è imponente. Il primo edificio fu distrutto da un incendio ne 1897, quello che attualmente è destinato a museo fu costruito nel 1903 e negli anni successivi ne furono edificati molti altri, su interramenti che vennero aggiunti all’isola per adeguare gli spazia disponibili al sempre crescente numero di persone che dovevano transitare di lì.Ellis Island, New York nuovo edificio

Gli edifici, poi, furono abbandonati fino alla metà degli anni Ottanta, quando l’edificio principale a quattro torrette venne completamente ristrutturato e riaperto nel 1990 come museo dell’immigrazione. Questo edifico ricrea con forza espressiva l’atmosfera del luogo con film e mostre fotografiche che celebrano l’America come nazione di immigrati.
Circa 10 milioni di americani possono rintracciare le loro radici attraverso Ellis Island. Al primo piano, sul retro, c’è una mostra che narra quattro secoli di immigrazione americana, offrendo un ritratto statistico di coloro che arrivavano: chi erano, da dove venivano, perché venivano. Nelle altre sale le esperienze di vita vissute sono ricostruite mediante fotografie, testi esplicativi, piccoli oggetti domestici, oggetti d'uso impiegati per il lungo viaggio e le stesse voci registrate dei protagonisti.
Quando gli Stati Uniti entrarono nella prima guerra mondiale nel 1917, i sentimenti anti – immigrazione e le ostilità isolazioniste erano all’apice. Il Klu-Klux-Klan, costituito nel 1915, rifletteva le opinioni di coloro che disprezzavano gli immigrati non inglesi considerandoli di razza inferiore.
Mentre gli immigrati dovevano affrontare ostilità di ogni tipo, il ruolo di Ellis Island cambiava rapidamente da centro di smistamento per gli immigrati a centro di detenzione.
Dal 1917 l’isola divenne principalmente campo di raccolta e di smistamento per deportati e perseguitati politici.
Inoltre dal 1917, modifiche alle norme d’ingresso, limitarono i flussi immigratori. Viene introdotto il test dell’alfabetismo e dal 1924 vengono approvate le quote d’ingresso: 1700 emigrati dall’Irlanda, 7000 dal Regno Unito, 5800 dall’Italia e 2700 dalla Russia.
la Crisi del 1929 diminuisce ulteriormente il numero degli immigrati, dai 241700 del 1930 diventano 97000 nel 1931 e 35000 nel 1932.

Con il passare degli anni, con l’aumento degli episodi di intolleranza verso gli immigrati che venivano duramente sfruttati, il governo federale chiuse per sempre Castle Garden.
Oggi dopo ampi lavori di restauro è sede del Museo dell’Immigrazione; dall’isola si possono osservare sia la punta sud di Manhattan, sia l’isoletta contigua sulla quale sorge la Statua della Libertà.

Con il passare degli anni, l’aumento degli episodi di intolleranza degli emigrati e sfruttamento nei confronti degli stessi, il governo federale chiuse per sempre Castle Garden.
Oggi dopo ampi lavori di restauro è sede del Museo dell’Immigrazione; dall’isola si possono osservare sia la punta sud di Manhattan, sia l’isoletta contigua sulla quale sorge la Statua della Libertà.

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MAGGIORI PAESI DI EMIGRAZIONE: 1928 – 1978

PAESE D’ORIGINE

EMIGRATI

PERCENTUALE

ANNO DI PUNTA MASSIMA

Germania

6978000

14,3%

1882

Italia

5294000

10,9%

1907

Gran Bretagna

4898000

10,0%

1888

Irlanda

4723000

9,7%

1851

Austria – Ungheria

4315000

8,9%

1907

Canada

4105000

8,4%

1924

Russia

3374000

6,9%

1913

Scandinavia

2525000

5,2%

1882

Grafico sui maggiori paesi di emigrazione fra il 1928 e il 1978.

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