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La 2^A

QUANDO GLI ALBANESI ERAVAMO NOI

In un periodo non molto lontano dal nostro, verso gli inizi del 900 noi italiani migravamo in altri paesi in cerca di una vita e un futuro migliore. E quella volta gli albanesi eravamo considerati noi anche se ora tanti italiani hanno dimenticato o fanno finta di non sapere. Arrivavamo in barconi strapieni di persone, come arrivano gli immigrati in Italia al giorno d'oggi. Venivamo accolti con frasi razziste nei nostri confronti, con le stesse frasi di aperta diffidenza e intolleranza che usiamo noi ora per accogliere gli immigrati nel nostro paese (ad esempio con l'urlo: “arriva l'orda!” riportato nel celebre libro di Gian Antonio Stella, "L'orda. Quando gli albanesi eravamo noi").
Ci insediavamo nei paesi stranieri senza creare problemi, ci guadagnavamo il rispetto e la stima delle popolazioni locali attraverso la nostra volontà di lavorare, accettavamo anche i lavori più umili senza dire una parola. Ma nonostante tutto venivamo martellati da campagne stampa indecenti che ci dipingevano come “una maledetta razza di assassini”. Cercavamo casa schiacciati dalla fama d'essere “sporchi come maiali”. Dovevamo tenere nascosti i bambini come Anna Frank in una Svizzera dove ci era proibito portarceli dietro. Eravamo emarginati dai preti dei paesi d'adozione come cattolici primitivi e un po' pagani. Finivamo spesso e volentieri appesi nei pubblici linciaggi con l'accusa di fare i crumiri o semplicemente di essere “tutti siciliani”. Ci siamo tirati dietro tutto questo per un bel pezzo cercando a testa bassa di resistere e trovare la forza per reagire.
A questo punto possiamo proprio dire che poco tempo fa “gli albanesi eravamo noi”.
Qui sotto riportiamo esempi di aperta diffidenza, fastidio o razzismo contro gli italiani dalla fine dell'800 a oggi:

1)La non concessione del brevetto quale progenitore del telefono ad Antonio Meucci, in seguito al mancato rinnovo della registrazione nel 1873 (la sua invenzione gli è stata ufficialmente attribuita in America solo dal 2002).

2)Nel 1890 a New Orleans furono linciati 11 italiani, tutti siciliani, accusati ingiustamente di aver ucciso il capo della polizia urbana.

3)Nell'agosto del 1893 la cittadina francese di Aigues-Mortes fu teatro di un conflitto tra operai francesi e italiani impiegati nelle saline di Peccais, che si trasformò in un vero e proprio eccidio con nove morti e un centinaio di feriti tra i lavoratori italiani. La tensione che ne seguì fece sfiorare la guerra tra i due Paesi.

4)Durante il processo agli anarchici italiani Sacco e Vanzetti, avvenuto a Boston nel 1927, il pregiudizio contro gli immigrati italiani emerse con chiarezza e contribuì, pur non essendo l'elemento decisivo, alla loro condanna a morte.

5)In Australia gli italiani dal 1891 agli anni '60 del Novecento venivano schedati al momento dell'immigrazione come Coloured o Semi-White oppure come Olive per via della pelle olivastra.
Il sentimento anti-italiano in Svizzera si è manifestato cruentemente nel 1971, con l'uccisione dell'immigrato italiano Alfredo Zardini.

6)Il presidente americano Richard Nixon, durante la sua visita in Italia all'inizio degli anni settanta, dichiarò che non soltanto gli italiani si comportavano in un modo diverso dagli altri europei, ma avevano anche un "odore" diverso.

7)La copertina della rivista tedesca Der Spiegel nel 1977 mostrava una foto di un piatto di spaghetti conditi con sopra una pistola, in riferimento alla presenza del terrorismo in Italia. Replicata nel 2006, in occasione dei mondiali di calcio con intento ironico ma egualmente a sfondo razzista.

8)Nel 1990 al fanatico del golf John A. Segalla, ricco costruttore nello Stato del Connecticut, venne negata l'iscrizione ad un prestigioso ed esclusivo circolo del golf a causa del cognome italiano. Ciononostante, egli rispose costruendo il suo proprio club di golf nel 1993.

9)Nel 2004, Daniel Mongiardo, un fisico e politico democratico italoamericano, corse contro il Repubblicano Jim Bunning per il seggio senatoriale del Kentucky. Visto la carnagione scura e l'aspetto fisico di Mongiardo, Bunning dichiarò che "assomigliava ad uno dei figli di Saddam Hussein" e, in seguito, che gli scagnozzi di Mongiardo avevano assalito sua moglie. Non pochi commentatori interpretarono come razziste queste dichiarazioni.

10)In una rivista giapponese nel 2006 è apparsa una classifica intitolata Itariajin no ya-na tokoro besto ten (Le dieci cose peggiori degli italiani), che descrive gli italiani come bugiardi, ritardatari e irrispettosi delle regole.

11)Il 10 Ottobre 2007, in Germania il Tribunale di Buckeburg ad un cameriere italiano riconosciuto colpevole di stupro, segregazione e violenza di gruppo verso la sua ragazza, ha ridotto la pena da 8 a 6 anni di carcere anche in considerazione della sua origine sarda. Nella sentenza di condanna, la riduzione di pena è stata così giustificata dal giudice tedesco: "Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. È italiano. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante, ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante".

12)Nel 2008 in Germania la catena di negozi MediaWorld commissiona una serie di spot pubblicitari che hanno per protagonista un italiano vestito come un buzzurro (canottiera con tanto di stemma tricolore, occhiali da sole sulla fronte, catena d'oro al collo, baffetti neri e una parlata maccheronica) che si comporta come un truffatore sempre pronto a turlupinare il prossimo compiacendosi dei suoi biechi sotterfugi.

Navigando su internet in abbiamo trovato oltre a questi esempi molte altre informazioni riguardanti la grande immigrazione italiana (di particolare interesse per l'argomento il sito: www.rcslibri.corriere.it ).
Vogliamo proporvi anche altri esempi di razzismo verso gli italiani attraverso alcune immagini estremamente eloquenti:


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 Coira: ucciso per baldoria
Attilio Tonola, un emigrato della Val Chiavenna qui con la moglie e uno dei quattro bambini, fu assassinato a pugni e calci da tre fanatici razzisti condannati a pene ridicole nel 1969 dopo un processo durato due giorni.
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Zurigo: massacro al bar
Ecco come fu ridotto, a pugni e calci, Alfredo Zardini, un cortinese che era emigrato a Zurigo da una settimana. Il pestaggio, da parte di un razzista, avvenne in un bar affollato ma tutti fecero finta di non vedere. Era il 20-3-1971

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Uccidi un italiano? 18 mesi
Nella foto Gerhard Schwizgebel, un balordo xenofobo che nel 1974 fu condannato a soli 18 mesi per avere ammazzato a pugni e calci Alfredo Zardini.

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Impiccati dopo lo sciopero
Nella foto, scattata nel 1910 a Tampa, in Florida, ci sono due italiani linciati durante uno sciopero nelle fabbriche di tabacchi.
.Sui motivi del linciaggio gli studiosi sono divisi. Secondo alcuni i due erano accusati di avere fatto un attentato al dirigente di uno stabilimento, secondo altri furono "puniti" così barbaramente solo perché erano dei crumiri.
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Calumet, strage all'Italian Hall
I corpi di alcuni bambini morti nella strage all'Italian Hall di Calumet, nel Michigan. Era la notte di natale, gli operai delle miniere dei dintorni, in sciopero da mesi, avevano fatto una grande festa per i loro figlioletti nella sede della Societa Mutua Beneficienza Italiana, conosciuta in citta come Italian Hall. Improvvisamente uno degli scagnozzi mandati dai proprietari delle miniere mise dentro la testa e urlo: <Al fuoco! Al fuoco!>. Nella sala si scatenò il panico. Ma la gente in fuga trovo le porte sbarrate dall'esterno dagli organizzatori dello scherzo criminale. Calpestate nella ressa, morirono 73 persone, tra cui moltissimi bambini.

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Sacco e Vanzetti, i capri espiatori
Nella foto, gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Pugliese il primo, piemontese il secondo, furono arrestati il 5 maggio 1920 con l'accusa di avere commesso una sanguinosa rapina. Le prove, in realtà, erano piuttosto fragili per non dire inesistenti e il loro processo, parte di una durissima campagna repressiva contro la "sovversione" voluta dal presidente Woodrow Wilson e venato di una profonda xenofobia, scatenò reazioni in tutto il mondo. Al punto di far dire a Vanzetti subito dopo la lettura della sentenza di condanna a morte <Mai vivendo l'intera esistenza avremmo potuto sperare di fare cosi tanto per la tolleranza, la giustizia, la mutua comprensione tra gli uomini>. Furono giustiziati il 23 agosto 1927. Per essere riabilitati avrebbero dovuto attendere il 1977. 

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Troppo gentili coi neri : tutti uccisi
Una illustrazione di fine Ottocento sul linciaggio degli italiani a Tallulah, in Luisiana, accompagnata da una poesia gonfia d'indignazione di Antonio Corso.
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Vietato l'ingresso agli italiani
Una fotografia scattata nel 1958 a Saarbrucken, alla finestra di un club. Il divieto d'ingresso per gli italiani era bilingue. Si tratta solo di un esempio: simili avvisi, in Germania e soprattutto in Svizzera, erano frequentissimi.

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Troppe valigie: un reato
Nella foto a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta un gruppo di emigranti in attesa di partire. Diceva un titolo del "Corriere della Sera" del 6-3-1971: "Per un italiano che approda in Svizzera è un reato anche portare troppe valigie".

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Una scena di vita nel quartiere italiano di New Orleans. La didascalia originale diceva: "Attraversate il quartiere italiano di una qualsiasi grande città e non mancherete di trovarvi in mezzo alla Camorra e alla Mafia".

Fino adesso vi abbiamo mostrato esempi di razzismo o xenofobia verso gli italiani. Vogliamo ora mostrarvi qualche immagine dei luoghi in cui vivevano:

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Nelle baracche tra i grattacieli
"Come vivono gli italiani nei peggiori bassifondi", foto di Jacob Riis, scattata in Jersey Street nel 1897 ed esposta al Museum of the City of New York. Scrive Adolfo Rossi, autore nel 1894 di Un italiano in America: "A New York c'è quasi da vergognarsi di essere italiani. La grande maggioranza dei nostri compatrioti, formata dalla classe più miserabile delle provincie meridionali, abita nel quartiere meno pulito della città, chiamato i Cinque Punti (Five Points). È un agglomeramento di casacce nere e ributtanti, dove la gente vive accatastata peggio delle bestie. In una sola stanza abitano famiglie numerose: uomini, donne, cani, gatti e scimmie mangiano e dormono insieme nello stesso bugigattolo senz'aria e senza luce.

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Marcinelle, negli hangar nazisti
Nella foto, gli hangar in cui vivevano i minatori italiani a Marcinelle. Solo pochi anni prima erano sede di un campo di prigionia nazista. Abitavano qui, in condizioni di grande disagio, molte delle vittime della tragedia dell'8 agosto 1956, quando 262 minatori, dei quali 136
erano calabresi, veneti, siciliani o campani, morirono intrappolati 835 metri sottoterra.

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Un lavandino ogni 16 persone
Nella foto di "Sorrisi e Canzoni", emigranti italiani a Ginevra nel 1973. La dida spiega che dormono in 32 per ogni baracca e hanno un lavandino ogni 16 persone.